Roberto Benigni da non perdere – in banca tratto da “Tu Mi Turbi”

Visione consentita ai minori
Roberto Benigni da non perdere! strepitoso episodio tratto da Tu mi Turbi. In Banca per chiedere un prestito di cento milioni per l’acquisto di una casa. dallo staccare l’assegno ai bot e cct è la parodia di una serie di paradossi che sono propri del sistema della finanza mondiale.
Guarda anche Gigi Proietti Il cassamortaro.

DifficoltàMolto facile

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Roberto Benigni – adolescenza e giovinezza

Nasce a Manciano La Misericordia, frazione di Castiglion Fiorentino (in provincia di Arezzo), il 27 ottobre 1952 da Luigi Benigni (1919-2004) e Isolina Papini (1919-2004), entrambi contadini. Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948). Di carattere allegro ed espansivo sin da giovanissimo, si trasferisce nel 1958 con tutta la famiglia a Prato, prima nella frazione di Galciana e poi in seguito in quella di Vergaio, dove vive tuttora la sua famiglia di origine.
Iscritto dapprima in un seminario fiorentino, lo abbandona dopo l’alluvione del 4 novembre 1966, per compiere gli studi secondari nell’istituto tecnico commerciale Datini di Prato conseguendo il diploma di ragioniere.
La sua vera grande passione è però lo spettacolo. Nel 1983 durante le riprese di Tu mi turbi conosce l’attrice cesenate Nicoletta Braschi che diventerà sua moglie il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata nel convento di clausura delle suore cappuccine di via Pacchioni a Cesena, città natale della donna; da quel momento l’attrice sarà praticamente presente in tutti i film diretti dal marito.
  • Roberto Benigni e Nicoletta Braschi

    Nel 1997 raggiunge la notorietà internazionale con l’acclamato film La vita è bella, che racconta la tragedia dell’olocausto in una declinazione differente da quella sino ad allora comunemente utilizzata (per esempio nel lungometraggio di Spielberg Schindler’s List – La lista di Schindler).

La pellicola suscita critiche per i tratti a volte più ironici, in contrasto con l’argomento trattato. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni fu deportato durante la guerra in un campo di lavoro nazista, e il film si basa in parte sulle sue esperienze), ha difeso la scelta di trattare tale tema con approccio diverso, la sceneggiatura con tratti di dramma e di commedia, infatti, mira ad accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto.

Conclusioni

Il film esorcizza la tragedia ponendo l’accento sull’effetto che essa può avere su un bambino. Nella pellicola è proprio il padre, impersonato dall’attore toscano, a salvare il destino e l’animo del figlio.

Per l’articolo integrale vai a Wikipedia.

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