Arkanoid – videogioco anni 80

Visione consentita ai minori

Arkanoid videogioco anni 80 in quest’articolo vi mostreremo un videogioco arcade prodotto dalla software house giapponese Taito nel 1986, ispirato all’arcade Breakout del 1976. Sebbene non sia il padre del suo genere, è considerato una pietra miliare dei videogiochi e negli anni ha ispirato innumerevoli cloni e giochi simili. L’originale venne pubblicato anche per numerosi computer e console, perlopiù dalla stessa Taito o da Imagine Software, un’etichetta di Ocean Software.

Sei un nostalgico dei videogiochi anno 80 allora guarda anche Mexico 86, Pengo, ancora più mitico quello di Pac-Man e tanti altri, che puoi tocovare navigardo nella categoria Video Games anni 80.

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Modalità di gioco Arkanoid – videogioco anni 80°

Scopo del gioco è superare 33 livelli in cui, come in Breakout, bisogna abbattere un certo numero di mattoncini colorati colpendoli con una sfera. Sul fondo dello schermo si trova la navicella Vaus che il giocatore può muovere solo orizzontalmente: essa agisce da racchetta con cui far rimbalzare la sfera contro i mattoncini; naturalmente bisogna evitare che la sfera cada nella porzione di schermo sottostante alla Vaus, pena la perdita di una vita (all’inizio le vite sono 3).

Ci sono alcune sottili ma sostanziali differenze di gameplay tra Breakout e Arkanoid, che grazie al successo del gioco sono poi divenuti elementi tipici dei seguiti e dei cloni di Breakout prodotti in seguito:

  • i mattoncini sono disposti diversamente in ogni livello, in modo da formare svariate figure e immagini.
  • alcuni mattoncini, quelli grigi, devono essere colpiti più di una volta per essere distrutti, mentre i mattoncini oro sono indistruttibili.
  • da porticine nella parte superiore dello schermo fanno il loro ingresso quattro differenti tipi di navicelle nemiche, tutte dalla forma geometrica, che fluttuano qua e là con l’unico scopo di far rimbalzare la sfera in punti non previsti e renderne difficile il recupero. Tanto la sfera quanto la Vaus le distruggono al contatto.
  • alcuni mattoncini, se distrutti, rilasciano power-up dagli effetti più svariati, ma generalmente non cumulabili, identificati dal colore e da una lettera:
    1. “S” riduce la velocità della sfera;
    2. “E” aumenta la lunghezza della Vaus;
    3. “C” fa diventare magnetica la Vaus, in modo da poter trattenere ferma la sfera (per un tempo limitato) e rilanciarla a piacimento, senza dover continuamente farla rimbalzare;
    4. “D” triplica la sfera, mettendo in campo tre sfere indipendenti;
    5. “L” munisce la Vaus di cannoni laser per sparare verticalmente ai mattoncini distruttibili e alle navicelle nemiche, come metodo alternativo e rapido per eliminarli;
    6. “B” apre un varco col quale poter passare direttamente al livello seguente;
    7. “P” fa guadagnare una vita extra.

Nel 33º e ultimo livello non ci sono mattoncini da distruggere ma si ha unicamente lo scontro con Doh, che appare come una testa gigante simile a un moai in wireframe: egli attacca sparando proiettili – letali per la Vaus – ma rimanendo sempre immobile al centro della schermata, e il giocatore dovrà colpirlo 16 volte con la sfera fino alla sua eliminazione. Se in questo livello verrà persa l’ultima delle vite a disposizione, non sarà possibile continuare.

Serie

Sono stati prodotti diversi sequel ufficiali:

  • 1 – Tournament Arkanoid (1987), una variante arcade edita in licenza da Romstar, che presenta una nuova serie di livelli ma per il resto è identica all’originale
  • 2 – Arkanoid: Revenge of Doh (1987), uscito come arcade e per molti computer
  • 3 – Arkanoid: Doh It Again (1997), remake per SNES del gioco originale
  • 4 – Arkanoid Returns (1997), in versione arcade, poi convertito per PlayStation
  • 5 – Arkanoid R 2000 (1999), versione avanzata di Arkanoid Returns
  • 6 – Arkanoid DS (2008), Nintendo DS
  • 7 – Arkanoid Live! (2009), Xbox 360
  • 8 – Arkanoid Plus (2009), WiiWare
  • 9 – Arkanoid (2011), iOS

Il tema di Arkanoid ricompare inoltre in un altro titolo della Taito, Rainbow Islands: un intero livello del gioco (la Doh Island) ne riprende ambientazioni, nemici, effetti sonori e persino il jingle di game over. Nello sparatutto arcade Megablast, sempre della Taito, Doh è presente due volte come miniboss (nel terzo e nell’ottavo livello, che è anche l’ultimo); in entrambe le occasioni appare inizialmente sotto forma di moai e poi di cervello.

Per ulteriori approfondimenti consultare la pagina Wikipedia.

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